Archivio mensile:ottobre 2014

Fonti di ispirazione: Rosemary’s Baby (1968).

Tra le opere più affini al mio libro riconosco un grosso debito, appunto, con quello che è uno dei miei film preferiti di tutti i tempi. A livello di contenuti non c’è nulla in comune – a parte la presenza di una protagonista femminile tormentata – ma è il meccanismo narrativo di fondo, responsabile dell’oscuro fascino di questa pellicola, che ho cercato di riprodurre.

rosemary

Non starò qui a fare l’ennesima recensione (una davvero ottima la trovate su questo mitico sito); ciò che mi preme sottolineare è la scelta, efficace al massimo, di mantenere fino alla fine l’ambiguità sull’elemento soprannaturale. Infatti, come osserva bene l’autore del pezzo linkato qui sopra, il diavolo nel film di Polanski potrebbe essere soltanto una paranoia di Rosemary, amplificata dai problemi fisici e dagli incubi vissuti durante la gravidanza. Tutti gli indizi sull’effettiva esistenza del maligno sono labili e sfuggenti, in modo da costruire una storia di estremo realismo, capace di inquietare nel profondo anche chi non è credente (la stessa protagonista si dichiara agnostica).

Qualche anno dopo anche L’Esorcista (1973) di William Friedkin replica la stessa struttura: all’inizio i disturbi del comportamento di Regan vengono sottoposti a esami scientifici e non accade nulla di davvero inspiegabile; solo più avanti vengono mostrate scene fisicamente impossibili come la celebre levitazione:

EXORIST, I.V.

Sebbene la sequenza dell’esorcismo sia meritatamente diventata un’icona del cinema dell’orrore, abbandonare in modo così deciso l’ambiguità iniziale mi fa mettere un gradino sotto questo film rispetto al capolavoro di Polanski. Comunque, se questo meccanismo vi intriga, vi consiglio di recuperare anche Il Presagio (1976) di Richard Donner e Il tocco della medusa (1978) di Jack Gold. E di leggere il mio romanzo, se vi va.

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La copertina.

Il tuo posto nella ragnatela è un romanzo indie al 100%: per l’editing mi sono affidato a un amico copywriter, che l’ha letto e mi ha suggerito molte correzioni in modo davvero professionale, mentre per la pubblicazione ho realizzato io sia il file epub – con un programma chiamato Sigil, davvero semplice e intuitivo – sia, essendo il mio campo lavorativo, la copertina.

Quest’ultima è concepita pensando innanzitutto alla visibilità sugli store, dove viene presentata in un formato francobollo più piccolo di quello qui a fianco: quindi massima leggibilità di titolo e autore. Per il resto, in linea con lo stile cinematografico del romanzo, volevo che richiamasse subito una locandina; in particolare mi sono ispirato a quelle dei thriller italiani degli anni ’70, di cui potete vedere una bella galleria su questo sito.

locandineQueste sono le mie preferite.

La versione iniziale prevedeva una ragnatela insanguinata sullo sfondo, vagamente ipnotica e che somigliasse anche a una gabbia. Eccola qui:

cover_blood

Mi piaceva perché ricordava certe copertine di alcuni romanzi di Stephen King e Clive Barker pubblicati negli anni ’90, con un sottile rimando all’epoca in cui è ambientato il mio, ma all’ultimo momento l’ho scartata perché appesantisce un po’ troppo l’impianto grafico.

Oltre a questa ho realizzato molte altre varianti, forse più avanti (quando avrò qualche lettore in più) le posterò.

La ragnatela nel web.

Pochi minuti fa, mentre stavo lavorando alla brochure dello studio di un tatuatore (sperando che alla fine non mi paghi in prestazioni, dato che pur apprezzando i tatuaggi sugli altri e amando molto i film splatter, ho il terrore degli aghi) il mio romanzo è apparso su Amazon e a ruota su molti altri store: provvederò ad aggiornare i link appena disponibili.

Anche a questo sito prevedo di aggiungere presto altri contenuti, perciò torna a visitarmi.

Io invece torno al lavoro perché, come ogni buon grafico freelance che si rispetti, dò il meglio di me verso la mezzanotte.

Buonanotte (e buona lettura se decidi di scaricare Il tuo posto nella ragnatela).