Punta e clicca.

Un’altra forma narrativa che ha influenzato parecchio Il tuo posto nella ragnatela sono le cosiddette avventure grafiche, genere di videogame che prima del boom delle console era molto popolare, mentre oggi tra sparatutto, mondi aperti, simulazioni manageriali e giochi di ruolo sono decisamente fuori moda (anche se ne escono ancora di bellissime).

Infatti, in ogni capitolo del mio romanzo i personaggi si muovono in uno scenario diverso, interagendo con gli altri e con l’ambiente e raccogliendo “indizi” su ciò che è accaduto o accadrà, e insieme a loro il lettore. Proprio come in quelli che, dalla modalità prevalente di utilizzo del mouse, vengono chiamati anche giochi punta e clicca.

Come ho fatto per i manga, ne citerò solo alcune tra le mie preferite che, per atmosfera e senso di mistero, trovo affini al mio romanzo. Se siete interessati, moltissime vecchie avventure grafiche sono disponibili su piattaforme come GoG, a prezzi stracciati e aggiornate per girare su Windows 7 e 8.

lighthouseLighthouse: The Dark Being, ispirato al capostipite del genere Myst e sviluppato dalla Sierra nel 1996, inizia in un cottage isolato sulla costa e dà ben poche indicazioni su quello che c’è da fare. Dopo una serie di puzzle inquietanti, si viene trasportati in un mondo fantastico popolato di creature meccaniche dove l’impresa si fa ancora più ardua. Ricordo che ai tempi, senza internet per la soluzione, avevo sudato un bel po’ per finirlo. La prima parte nella casa, la più paurosa, era quella che trovavo anche la più affascinante, intrappolato come sei fra tutti gli enigmi.

longest_journey

Di qualche anno dopo (2000) è The Longest Journey, probabilmente ancora il capolavoro imbattuto del filone. Come suggerisce il titolo, è anche uno dei più lunghi e simili a un romanzo, grazie alla stupenda e complessa trama di Ragnar Tørnquist. La protagonista è una ragazza, April, che si muove fra due mondi paralleli, una città futuristica dominato dalla tecnologia e un reame magico. Davvero, The Longest Journey consiglio di recuperarlo a tutti, sia a chi non ama i videogame, sia a chi preferisce altri generi.

Infine, un titolo che non ho giocato secoli fa ma soltanto l’anno scorso (del resto è del 2010 e disgray_matterponibile anche su XBox 360) è Gray Matter. Anche qui la storia è degna se non migliore di molti romanzi e opera di un’acclamata scrittrice, Jane Jensen, responsabile anche della storica serie di Gabriel Knight. Seguiamo le avventure di un’aspirante maga illusionista, Sam, e di un professore mio omonimo che studia il soprannaturale, attraverso una serie di eventi drammatici e bizzarri. La difficoltà degli enigmi non è molto elevata, ma la cura dei dialoghi, le continue svolte di trama e l’equilibrio tra mistero e romanticismo me l’hanno fatto amare davvero molto.

Per oggi è tutto. Chissà se anche Il tuo posto nella ragnatela, un giorno, non possa diventare un’avventura grafica…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...