[recensione] Interstellar: portali, astronavi e tanti guai.

interstellar_posterLa recensione di Dracula Untold ha totalizzato parecchie visite e ieri sera sono andato a vedere il film di Nolan, quindi ho pensato di scrivere due righe anche su quest’ultimo. Che è un po’ quello che stanno facendo tutti, in questi giorni, dividendosi tra chi lo celebra come una nuova pietra miliare (su imdb per ora ha un 9 tondo) e chi invece lo critica come un castello di carte destinato a crollare presto.

Per me entrambe le posizioni – adoratori e haters – sono eccessive, dato che si tratta di un gran bel film di fantascienza pura (negli ultimi anni quasi sempre diluita in pellicole action, bella sorpresa ritrovarla così) senza l’originalità di Inception o la forza dei personaggi di The Dark Knight, ma con un suo fascino particolare.

Lo spunto di partenza è ultra-classico, quello dell’invasione aliena alla rovescia: in questo caso siamo noi che, con la Terra a corto di risorse, per sopravvivere dobbiamo cercare nuovi pianeti abitabili. E ultra-classico è anche lo svolgimento, incentrato sull’avventuroso viaggio spaziale dell’eroe (un Matthew McConaughey in forma come sempre) alla volta di mondi sconosciuti.

black_holeIl buco nero non ricorda un po’ l’arco di fuoco di Hunger Games?

Il difetto principale del film è anche il suo pregio, cioè la ricerca di una certa profondità scientifica. Non parlo di rigore perché, a leggere osservazioni competenti come questa, sotto questo aspetto pare un po’ traballante, ma per lo spettatore che non ha studiato fisica quantistica l’impressione è di assistere a una vicenda abbastanza plausibile, al netto dei suoi vari paradossi.

Difetto perché, anche se nei dialoghi si insiste molto sui rapporti umani come cuore del film, in realtà non si crea molta empatia coi personaggi, meno intriganti di tutte le teorie sullo spazio-tempo; pregio perché, appunto, senza sbracare nel fantastico come quasi tutti gli altri blockbuster, Interstellar pur durando quasi tre ore non è mai noioso, magari non ti emoziona mai davvero ma il cervello te lo fa lavorare sempre a mille.

interstellar_robotQuesto robot invece è chiaramente ispirato a un mobiletto dell’Ikea.

Quindi, anche se non è il capolavoro indimenticabile di cui molti parlano, vale sicuramente il prezzo del biglietto. O magari di due, data la straordinaria varietà di spunti (sociali e filosofici, oltre che scientifici) che richiedono più di una visione.

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